mercoledì 16 luglio 2014

Un progetto per sanare la piaga dei fondi sfitti

Il Comune chiede finanziamenti alla Regione per creare un punto d’incontro tra imprenditori e proprietari e rivitalizzare così il centro quarratino.

QUARRATA. Fondi vuoti e grandi aree commerciali mai decollate, come quella Vellutex al Barba, o come la ex Lenzi in centro. Negli ultimi anni Quarrata ha continuato a perdere “pezzi”, e non solo nel settore del mobile. In questi giorni “Bagaglio Pelletteria” di piazza Risorgimento si prepara a tirar giù il bandone per sempre, dopo 25 anni di attività: ed è solo uno degli storici negozi quarratini che sono stati costretti a gettare la spugna.
Per «rivitalizzare – così si legge nella delibera della giunta comunale - il centro della città attraverso l’attivazione di una rete di collaborazione tra enti locali, privati, imprese, associazioni e cittadini volta allo stimolo dell’imprenditoria, della progettualità e della produzione commerciale», l’amministrazione di Quarrata ha presentato un progetto in Regione, ancora in attesa di finanziamenti. L’obiettivo è quello di organizzare «dei forum, dei focus group per mettere in contatto domanda e offerta», con un occhio di riguardo per i giovani, spiega l’assessore alle attività produttive e al commercio Stefano Lomi. Da una parte i proprietari dei fondi sfitti, dall’altra i potenziali commercianti che hanno intenzione di insediarsi sul territorio, specialmente «in viale Montalbano, ma – precisa Lomi - non sono escluse le altre aree».

Il Comune, secondo quanto proposto alla Regione «in base alla legge sulla partecipazione», vuol far incontrare «domanda e offerta» attraverso l’intervento di un terzo attore, un’agenzia. Ovviamente per adesso si tratta solo di un’iniziativa sulla carta, ma se il progetto («che è stato presentato insieme ad altre città della Toscana») dovesse ricevere il finanziamento, servirebbe davvero a smuovere qualcosa?
«Il Comune – dice Romano Vignolini, uno dei proprietari della struttura da 7mila metri quadri nell’area Vellutex, al Barba – si doveva muovere 8 anni fa, adesso è tardi per tentare di cambiare le cose». Vignolini non ne sa niente dell’iniziativa presentata in Regione ma è sicuro che gli amministratori in passato avrebbe dovuto fare qualcosa in più per le sorti della città. Un esempio? Per la struttura di via Statale di proprietà (tranne le unità artigianali vendute) della Vellutex - dove c’era il pub lo Sceicco per intendersi, «che presto verrà occupato da una pizzeria» - la svolta non c’è mai stata. «Per dar via più metri quadrati (2mila, ndr) con destinazione commerciale – ricorda Vignolini – occorre fare altri posti auto, perché così vuole il Comune».

FONTE: Il Tirreno.geolocal



CONSIDERAZIONI  a caldo del 16 luglio 2014 (visto il clima!)

“L’obiettivo è quello di organizzare «dei forum, dei focus group per mettere in contatto domanda e offerta”,
“Il Comune, secondo quanto proposto alla Regione in base alla legge sulla partecipazione, vuol far incontrare domanda e offerta”
“Da una parte i proprietari dei fondi sfitti, dall’altra i potenziali commercianti che hanno intenzione di insediarsi sul territorio, specialmente in viale Montalbano”

… ho estrapolato queste tre frasi perché a mio parere rendono bene il concetto.
L’obbiettivo del nostro Comune e delle menti che lo compongono è realizzare dei “focus” per mettere in contatto domanda e offerta, e sempre il Comune intende far incontrare domanda e offerta perché da una parte ci sono i “potenziali commercianti interessati” dall’altra i proprietari dei fondi sfitti.

Traduzione: chiacchiere senza alcuna reale convinzione di ciò che SI PUO’ FARE.
La Regione valuterà e risponderà ne più ne meno ciò che risponderebbe una banca se un qualsiasi tizio chiedesse di essere finanziato per una vaga idea di business.
Allora facciamo subito un analisi realistica: Quarrata non ha nessun appeal per investors (ci piace usare inglesismi!) che appartengono ad altre areee urbane (vedi il pratese) in quanto il Comune stesso non ha nella pratica, nessuna intenzione di venire incontro a chi con fatica e con la pazzia che da sempre anima l’imprenditore che intende aprire un attività commerciale.
Burocratismi,monetizzazione dei parcheggi, distanze, suolo pubblico, multe*, eccetera di fatto ingessano anche il più pazzo degli imprenditori, svolgo un attività che mi porta ad essere a contatto con proprietari di fondi e con imprenditori ebbene i primi credono ancora che avere un fondo in Viale Montalbano sia come nei favolosi anni 80, chiedono spropositi per la locazione, prezzi spesso più idonei ad aree come Manhattan o la Promenade des Angles, garanzie, fideiussioni, dna, pezzi di organi da cedere da contratto se le cose vanno male, i secondi pensano di aprir bottega con i soldi giusti per le due mensilità a caparra il mese in corso e poi qualche Santo provvederà.
Non ci vuole molto a capire che questa triade, Comune, proprietari di fondi e “imprenditori” viaggiano su linee parallele che non avranno mai motivo di incontrarsi quindi di cosa parliamo?
Quali sarebbero le aziende di spessore interessate ad aprire un business in un piccolo paesotto che ha perso ogni identità morale e materiale dal dopo salotti in poi?
Immaginate un marchio di successo e poi immaginatelo a Quarrata, sareste i primi che pensano: e sti pazzi hanno messo un negozio proprio qua?
Allora il discorso è un altro a mio parere e di solito ci “azzecco” come diceva il buon zappaterra finalmente tornato a fare il lavoro che più gli è consono; fintanto che non vi sarà un REALE impegno da parte del nostro Comune e delle forze che lo compongono ad aprirsi modificando regolamenti comunali restrittivi, norme paradossali e divieti inconcepibili nulla potrà cambiare e i focus serviranno esclusivamente a riscaldarsi l’inverno.

Partendo dal presupposto che “nulla è impossibile se c’è volontà di fare”


LA RICETTA DI MAX

“… volendomi candidare al Quirinale a breve, intendo regalare qualche pillola di saggezza”

Aree industriali/artigianali = creare una tabella prezzi al mq concordata tra Comune e proprietari (tipo locazione agevolata con le Associazioni di categoria) che sia talmente concorrenziale con altre aree industriali di città a noi limitrofe, che aziende di spicco siano interessate ad aprire nuovi magazzini, reparti produzione, aree progettazione. Tutti i proprietari che aderiscono avranno consistenti abbattimenti delle tasse comunali dovute per i loro fondi. La nostra posizione (Quarrata) alla fine è strategica siamo nel mezzo tra Pistoia/Prato e Firenze con relativi snodi autostradali e tra non molto con una corsia preferenziale per Prato Ovest, apparteniamo alla fascia delle città del centro Italia, considerando che storicamente le zone “lontane” dagli snodi di grande comunicazione sono penalizzate è NATURALE che per avere appeal bisogna essere competitivi sui prezzi.
Immaginate se aziende che stanno valutando nuove aperture logistiche venissero sensibilizzate circa il fatto che nelle nostre aree si ha la possibilità di ottenere prezzi low cost e burocrazia comunale snella chi non approfitterebbe di una simile opportunità? La ricetta signori è semplice, in primis va dato nuovo impulso al settore industriale/artigiano esterno, questi genererà traffico su gomma, rappresentanze, nuove manovalanze, richiesta di professionisti del luogo, di riflesso andranno a far crescere i consumi, la richiesta di abitazioni. Tutto è proporzionale. L’inverso non può funzionare perché chi apre un semplice negozio per il 90% non assume forza lavoro lo gestisce in proprio non crea quel circolo virtuoso che alimenta i consumi eccetera.
Un ultima analisi, quando Ryanair decise di iniziare i voli low cost le altre compagnie dicevano che sarebbero falliti entro un anno, risultato, le “famose” altre compagnie si sono messe al passo con Ryanair!
Non ci vuole la scienza (diceva mia nonna) per capire che occorre agire prima nel macro e poi nel micro e siccome le strutture le abbiamo (grandi, piccole,vuote o fatiscenti) occorre utilizzare quelle come forza principale come volano.
Non volendo essere prolisso (sic!) comunque sono a disposizione per tutti coloro che desiderano approfondire l’argomento o insultarmi, almeno fino a quando verrò chiamato al Quirinale s’intende… quindi occhio perché poi dopo chi ha insultato paga J   

* (multe)
Ho un ricordo vivido di una mattina di sabato, Viale Montalbano parcheggio davanti al negozietto che aveva aperto pasta fresca, entro prendo una porzione per 4 di ravioli (veniva mia mamma a pranzo), pago esco e cosa trovo? Una multa sul vetro! In effetti bordo strada non si può parcheggiare che sia 1 minuto come 15… Rientrai dalla signora del negozietto (avevano aperto da pochissimo) le dissi che i ravioli mi erano costati cari mostrandole la multa, mi rispose che da quando avevano aperto ero l’ennesimo, ovvio che a qualcuno la voglia di fermarsi è passata come è “passato” anche il negozietto di pasta fresca. Ma una volta il vigile non fischiava prima di scrivere????

See you, dal vostro affezionatissimo.

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